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mercoledì 7 marzo 2012

Wednesday quote!

L'amore matrimoniale ha bisogno di tempo. Lo stare insieme produce l'affetto. ... La qualità del tempo che si passa in famiglia si appoggia su una quantità che deve essere sufficiente. Ognuno deve dividere il tempo reale di cui dispone, senza miraggi e false illusioni, e a partire da qui costruire una vita familiare che sia il più intensa possibile. (U. Borghello)

giovedì 17 novembre 2011

Marte e Venere

Dal blog di Paolo Pugni http://www.dellegioieedellepene.splinder.com/

QUADRO PRIMO
Una moglie lavora in cucina, un uomo in sala digita su un portatile.
Lei borbotta qualcosa, lui non capisce e si ostina a guardare il video.
Lei alza la voce, lui inizia a prendere coscienza.
Lei alza ancora di più la voce, senza mai urlare.
Lui si ridesta: entra in cucina. Chiede “posso fare qualche cosa?”.
Lei risponde: “no”. Attenzione, non ha aggiunto grazie, lui dovrebbe capire. Non capisce.
Torna al suo pc.
Lei allora si arrabbia: “ecco, se non ti dico che cosa fare non ti accorgi mai! Sii proattivo!” .

QUADRO SECONDO
Una moglie lavora in cucina, un uomo in sala digita su un portatile.
Lei borbotta qualcosa, lui non capisce e si ostina a guardare il video.
Lui improvvisamente si ridesta. Entra in cucina. Chiede: “posso fare qualche cosa?”
Lei sorride. Risponde sì: “condire l’insalata”.
Lui lo fa. Poi vede che c’è un piatto da lavare, lo lava, e lo ripone nello scolatoio.
Poi vede che ci sono altre cose da mettere via e lo fa.
Lei stizzita replica “ecco, lo sapevo anche io che bisognava mettere ordine, ma se avevo lasciato lì l’asse è perché mi serviva. Perché fai cose che non ti ho detto di fare?”.

MORALE DELLA FAVOLA
  1. comunque vada, l’uomo sbaglia sempre!
  2. Decidetevi: dobbiamo attendere ordini o essere proattivi?
  3. Abbiate pazienza: non sempre leggiamo nel pensiero per capire cosa realmente fare
  4. Vi vogliamo comunque tanto bene, quanto ce ne volete voi!

venerdì 28 ottobre 2011

Motherhood: Adventure of a Lifetime

Questo post prende spunto da una domanda di un' amica: "Ma come si fa ad essere sempre felici nel matrimonio? Ma tu non litighi mai con tuo marito? E i figli ti fanno disperare? Io a volte non ce la faccio piu'!".

Provo a riportare la mia risposta (con il permesso della mia amica!). Non e' il risultato di un corso all'universita' o un MBA ma e' il dono prezioso che ho ricevuto da tante persone che durante questi anni e tuttora mi ispirano nel mio ruolo di moglie e madre. Ho 4 figli piccoli e la mia esperienza di madre (sempre work in progress) non va oltre ai 7 anni di eta'.

Cara,
si' litighiamo! Pero' quasi sempre per motivi legati ai nostri difetti, alla stanchezza e al fatto che siamo uomo e donna e quindi abbiamo due modi diversi di affrontare la vita. Litigi che cerchiamo di non far esplodere davanti ai bambini, non sempre ci riusciamo. Litigi che cerchiamo di far durare poco e finire sempre con un abbraccio e una parola di scusa. I figli, lo sai anche tu, costruiscono la loro sicurezza emotiva e psicologica basandosi sul terreno affettivo che respirano in casa e come tu e tuo marito vi trattate in casa e' il modo in cui i vostri figli imparano cosa e' l'amore. Se tu metti sempre tuo marito al primo posto (e viceversa!) il 50% dell'educazione dei tuoi figli e' gia' fatta perche' in questo modo tu stai mostrando loro cosa e' la vita e le sue priorita', volersi bene.

E' necessario pazienza e tanto allenamento! Devi un po' pensare come penseresti in ufficio: tutta la tua ambizione professionale, i tuoi talenti, il tuo pensiero strategico, le tue qualita' devi raccoglierle e metterle al servizio del tuo matrimonio per essere tremendamente felice e fare tremendamente felice tuo marito! A volte e' necessario chiedersi: dove sto/stiamo sbagliando? E insieme trovare la soluzione o almeno l'atteggiamento migliore. A volte ci dimentichiamo che non basta essere sposati, ma essere sposati e felici richiede tempo, fatica e sacrificio. E' difficile perche' un uomo e' diverso da noi, il background delle famiglie di origine e' diverso, ogni giorno si cambia e le stagioni della vita cambiano, i rispettivi difetti, i figli con i loro capricci... Questo e' normale e sano. E' questo esattamente il terreno in cui tu giorno dopo giorno diventi la migliore versione di te stessa. Lo stai imparando e attraverso questo splendido percorso tu impari ad amare. Tu e tuo marito state imparando ad amarvi esattamente come stanno imparando i vostri figli. Amare e' un verbo, non un sostantivo. Non e' mai definito!

A volte e' necessario anche non dire tutto, tacere, lasciare che sia lui a scegliere, seguire la sua decisione anche quando magari noi sappiamo al 100% che e' sbagliata. Se non e' un peccato, non importa.
L'importante e' che lui si sente davanti ai tuoi occhi l'uomo piu' importante del mondo ( e lui, viceversa, si impegnera' a farti sentire la donna piu' importante del mondo!). E questo e' difficile perche' richiede fare un passo indietro da parte nostra. Non so quali siano i motivi che vi portano a discutere, assumo che siano i normali motivi di una giovane coppia con figli piccoli: lo stress, i soldi, la stanchezza, i capricci dei figli, i tempi che ognuno vorrebbe per se', il lavoro... tutti passaggi normali che pero' richiedono un atteggiamento di problem solving e di conoscenza delle proprie forze e delle proprie debolezze. A volte il punto cruciale e' l'accumulo di cose da fare, la casa, il lavoro, i figli e vedere, in apparenza, che la vita di nostro marito sembra piu' facile, meno stancante perche' lui "solo" lavora e quando rientra a casa vuole riposarsi. Questo puo' essere vero ma non puo' diventare la scusa per riversare sul marito la nostra stanchezza e le nostre difficolta'. La gestione della famiglia, essere sposa e madre, non e' definibile in cio' che fai e in quante cose fai in una giornata. Se applichi questo atteggiamento professionale alla famiglia e' un disastro! E tanta infelicita'! Perche'? Perche' noi donne vogliamo controllare come al lavoro un terreno che non e' controllabile perche' in famiglia tu hai le persone che ami. Non puoi dire ai tuoi figli - "Torna dopo!" oppure "Ci vediamo domani, adesso ho una riunione" -. In casa non vali nella misura in cui produci o fai un check sulla lista delle cose da fare. In famiglia e' necessario che tu e tuo marito uniti vi focalizzate sulla missione piu' importante della vostra maternita' e paternita': formare il cuore, la mente, la volonta' dei vostri figli. E questo non richiede mille programmi dopo scuola, sports, corse in auto nel traffico, incavolature varie, casa perfettamente pulita ma tempo insieme. Nei primi dieci anni di vita i figli non hanno bisogno di mille attivita', entertainment ma solo di mamma e papa'. Riempi il cuore dei figli di persone cosi' che crescendo sappiano che la vita sono le persone e non le cose. Quando i bambini ti fanno disperare, fermati e chiediti: cosa non funziona? I figli non sono robot, sono bambini, sono egositi, vogliono essere al centro dell'universo, hanno bisogno di capire e imparare ogni passo. I figli non hanno il tasto on-off, non hanno il volume che puoi girare e spegnerli, i figli litigano e si tirano i capelli e urlano e piangono e si amano e sono capaci delle cose piu' belle. I figli non possono essere sempre perfetti, sorridenti, felici e pazienti. Come non lo siamo noi! Non devi trovare il modo per tenere sempre occupati i tuoi figli in modo che non ti girino intorno, ma devi essere presente per intervenire nelle occasioni importanti. Litigare e tirarsi i capelli tra fratelli, anche picchiarsi talvolta e' normale. Il punto e' offrire ai tuoi figli l'occasione per imparare che non si fa perche' ci sono altri modi per affrontare un conflitto e quando si sbaglia c'e' una conseguenza e si chiede scusa e si perdona. A volte c'e bisogno di accantonare quello che si sta facendo e parlare con un figlio che ci richiama anche se apparentemente interrompe e ritarda i nostri tempi. Il ruolo di madre non e' un ruolo esclusivamente di manutenzione: allattare, cambiare pannolini, preparare pasti, fare un puzzle, preparare lo zaino della scuola, fare la taxista o andare dal pediatra... E' anche questo ma e' solo una parte. Il tuo compito predominante e' formare i tuoi figli, prepararli ad avere un criterio per scegliere tra giusto e sbagliato, aiutarli a saper gestire i conflitti, chiedere perdono e saper perdonare, aiutarli a saper aspettare, incoraggiare una visione ottimistica della vita, incoraggiare la stima delle altre persone, promuovere un approccio positivo e stimolante al lavoro...  perche' tu sei nella piu' privilegiata posizione per accedere al cuore dei tuoi figli...tu e tuo marito insieme. Il nostro ruolo di madre a volte sembra limitato a preparare il successo di nostro figlio costruendo per lui un cammino gia' tracciato (sports, punteggi, gare, attivita extrascolastiche, scelta della scuola e dell'universita'...). Invece la sfida piu' grande come madre e' preparare i figli dal di dentro per il loro specifico cammino al quale saranno chiamati e aiutarli a tirare fuori il meglio della loro persona. Il tempo e' breve e l'amore ha bisogno di tempo per essere appreso e insegnato. Investi il tempo in buone conversazioni. Risate, racconti, piccoli segreti condivisi, abbracci, gite, libri, compleanni, anniversari, partite a pallone... Questi momenti costruiscono l'identita' e la sicurezza emotiva dei tuoi figli. Questo investimento in intensa e allegra vita famigliare nei primi 10 anni ti permettera' di costruire un terreno solido e forte da cui i tuoi figli cominceranno, con l'adolescenza, a scoprire il mondo fuori e da dove comincera' una nuova stagione della tua maternita' con altre sfide, altre vette da scoprire, altro ruolo, altre priorita'...

Ogni tanto vale la pena fermarsi e guardare insieme i propri figli. Sono il frutto dell' amore tra marito e moglie. Mostra loro che sono la gioia piu' importante della tua vita. Mostra loro che sei felice di essere sposata con il loro papa', mostra loro che il papa' e' il vostro eroe, mostra ai tuoi bambini anche quando piangono e ti fanno disperare che tu sei felice di essere mamma. Cosi' da grandi loro lo saranno altrettanto.

venerdì 14 ottobre 2011

8 anni felici

4 ottobre 2003 - 4 ottobre 2011

Non sono solo 8 anni di matrimonio. Ma 8 felicissimi anni di matrimonio. Grazie a Dio che ci prende ogni giorno per mano e ci ha benedetto con 4 meravigliosi figli! Grazie a te, caro Nicola, per rendermi ogni giorno la donna piu' felice del mondo aiutandomi sempre ad essere la versione migliore di me stessa!

Felice anniversario "for ever" ( come ci dicono i nostri bambini )!



giovedì 9 giugno 2011

Inspiring my life...

Un biglietto scritto da una amica (sono sicura non si dispiacera' per averlo condiviso). Una donna che ispira la mia vita ogni volta che ci vediamo. Una amica che riesce sempre a farmi ridere anche quando i capricci dei bambini sembrano togliere ogni forza. Una donna laureata e ricercatrice ad Harvard, ha lasciato la carriera per intraprendere quella di moglie e madre di 10 figli.

"Motherhood is a big adventure full of twists and turns. It is about planting, nurturing, weeding, affirming, believing, supporting and most importanly, loving. See all the challenges as opportunities for growth. Life will reveal your strenghts and weaknesses, your failings, defects, talents, abilities and your potential. You will be stretched farther than you can imagine, to change, adapt, to love beyond feelings, and grow in loving responsability. Decide to face each moment with your best effort. Realize you will be disappointed a million times. The key is to try again and again, celebrating the little victories along the way. Learn from your mistakes. Struggle to have better habits. Find moments to step into silence daily. Reflect, contemplate, focus. A life lived reflectively is a life lived effectively. Sow love into each moment of your day. Realize your daily battles are calls to greatness. Love is demanding. Be patient with yourself and others. The capacities of your heart are expanding. Take the steps necessary to be strong physically, emotionally, intellectually, and spiritually. Surround yourself with people and resources tha will help you soar. Let go, let God take the reins. You are invaluable, unrepeatible and irreplaceable. Be realistic and always optimistic. Find always the best in your children. Motherhood is a calling to be the best-version-of-yourself at each moment. Give your children the best of your time, not left over."


lunedì 2 maggio 2011

Gala Dinner.

Siamo stati invitati a partecipare ad una bella serata: per promuovere la famiglia e costruire la societa'. Una sala piena di famiglie: belle, positive, con speranza, con tanta o poca esperienza alle spalle, in cammino. Buona musica. Buona cucina. Buon vino. Buona compagnia.
Il discorso centrale, tenuto da un giudice della Corte suprema dell'Ontario (sposo, padre e professionsita): importanza della paternita'.

Appunti del discorso:
- Un grande uomo ha sempre accanto una grande donna.
- Un buon padre e' prima di tutto un buon marito.
- Preparare un figlio per il suo cammino. Non il cammino per il figlio.
- Disciplina, indispensabile per educare al bene, non e' esasperare un figlio. Neanche la punizione imposta. Ma il riconoscimento dell'autorevolezza del padre (e della madre, s'intende).
- I figli, ogni giorno, fanno del padre un uomo migliore.
- Il successo di una famiglia e' la misura dell'amore che c'e' in essa.

Io e te, di ritorno a casa abbiamo continuato a parlarne fino a notte fonda. Perche' la posta in gioco e' alta: la mia e la tua felicita' e di tutti i membri della nostra famiglia. La felicita' vera, intendo.

martedì 5 aprile 2011

Multitasking e 27esima ora: la mia specializzazione.

Multitasking: posso cucinare, svuotare i sacchetti della spesa, leggere o inventarmi una storia per i miei figli, ripassare francese con mio figlio piu' grande, indirizzare i pezzi di un puzzle, pensare ad un'amica che sta male, ricordarmi di fare una telefonata e avere i miei occhi raddoppiati per avere "uno sguardo veloce" su Gabriele che non si faccia male! Tutto piu' o meno nello stesso momento.

27esima ora: il nome da uno studio che attribuisce alle donne di oggi una giornata di 27 ore allungandosi su un confine di pubblico-privato che diventa sempre piu' flessibile e sempre piu' incerto. E' il compromesso quotidiano tra le esigenze della famiglia e del lavoro, tra la cura delle persone care e le scadenze professionali. E' il baratto quotidiano tra chi gli altri vogliono che noi siamo e chi noi vogliamo essere. E' la necessita/capacita' di tirare fuori da un 'minuto' una lavatrice accesa, un bucato steso, qualche pagina di un libro, tre telefonate, un appuntamento dal dottore...E' il tempo per sopravvivere tra casa, lavoro e se stesse.

Ma, mentre leggevo frettolosamente un post del Corriere, qualcuno ha chiesto: "Non e' che alcune donne oggi si creano necessita' che rispondono solo ad una esigenza di perfezionismo (e si stressano...)?".

Il pensiero mi ha incuriosito!

martedì 29 marzo 2011

Un po' stretta.

Cielo grigio. Ultima neve, ormai sporca ai lati della strada. Non c'e' sole e non c'e primavera. E fa ancora freddo. Ma i canadesi sono gia' in maglietta e pantaloncini. A volte i vicini escono a salutarci in pigiama. E, per i canadesi locali, Toronto e Ottawa sembrano viaggi da programmare con settimane di anticipo. Le signore canadesi amano il giardinaggio e conoscono tutte le piante e i fiori. I canadesi cenano alle 5.30, non piu' tardi. La vicina conosce tutti i miei movimenti. I miei figli hanno scarpe diverse oltre gli scarponi da neve e i canadesi mi chiedono "perche'?". Il mio carrello e' pieno di ingredienti per cucinare, gli altri carrelli hanno birra, surgelati, salse, gelatina, bibite e cookies. La postina, nonostante ripetute spiegazioni, e' convinta che  io sia francese di Taiwan (in realta' sarebbe Thailandia). I canadesi raramente hanno una tovaglia sulla tavola. Ottawa, i suoi musei, le sue vie, la sua cattedrale, i suoi negozi, i suoi ristoranti mi hanno rincuorata: vivo ancora nel mondo. E ho ringraziato di essere italiana. E come dice qualcuno: "felice di non dover guardare altri paesi per sapere cosa sono gusto e stile". Grazie maritino per questa fuga in citta'!






venerdì 18 febbraio 2011

Piccoli desideri nel silenzio, dopo le 9 di venerdi sera...

Bei programmi pensati con intelligenza, nuove amicizie invitate per un caffe', una serata per il benessere dell'anima, una partenza per Ottawa...e invece niente di tutto cio'. Tutto lentamente, giorno dopo giorno nell'ultima settimana, viene cancellato per influenza a turno delle mie piccole pesti e i tuoi impegni di lavoro per cui "si sa quando esci ma non si sa mai quando torni". Cosi' dopo questa devastante settimana, siamo alle 9 di venerdi' sera e tu sei ancora in viaggio da Toronto a casa. Io sono sopravvissuta...ma intanto vorrei:
- riuscire a sembrare fresca e riposata;
- non avere mal di testa;
- essere su una di quelle isole thailandesi con il profumo di orchidea, i massaggi sulla spiaggia, le palme che ti fanno ombra, un cocktail sempre a bordo piscina...
- essere a cena da "Gianni" - io, te e il risotto al tartufo;
- un piccolo robot che, come spera Edoardo, arrivi per raccogliere tutti i giochi dal pavimento (di solito i bambini sono piuttosto bravi ma questa sera non avevo neanche un minuto di pazienza per aspettare);
- il barattolo della nutella che non c'e' perche' non ho fatto la spesa;
- questo silenzio per altri due giorni...

Compromesso d'amore.

Il week end, a volte, diventa un compromesso d'amore. Io vorrei quasi sempre uscire: picnic, biciclettate, nuove citta', spiaggia, parchi in estate ( e le mete che propongo non sono mai vicine!) - slittini, passeggiate nella neve, musei in inverno - o semplicemente invitare amici o andare a far visita ad amici. Tu quasi sempre vorresti stare a casa, "il tuo rifugio", rilassarti, leggere, qualche lavoretto...
Il compromesso diventa il piacevole sforzo di far felice l'altro...un week end piu' pantofolai, un week end piu' in "allegra uscita chiassosa", perche' ovviamente ovunque andiamo in 6 non siamo quasi mai silenziosi!
Pensavo fosse questione di caratteri diversi, di gusti diversi ma ho anche scoperto che la differenza e' motivata, appunto, dall'essere uomo e donna.

"...Per lei, infatti, la casa e' un luogo di lavoro... La casa, la sua organizzazione, il suo funzionamento sono una preoccupazione quotidiana. La donna, che non considera spontaneamente la sua casa come un rifugio, si distende uscendo (mentre il marito si distende installandosi in casa). Ognuno dei due coniugi attende dall'altro che gli procuri una distensione, ma si tratta di aspettative rigorosamnete contraddette."
(Gianni e Antonella Astrei - Pierluigi Diano, Gli errori di mamma e papa')

venerdì 28 gennaio 2011

Io & te.

Queste due settimane di intenso lavoro sono finalmente finite. Sei "tornato" a casa! Un sospiro di sollievo, abbracci prolungati, risa condivise, fatti da raccontarti...la casa di nuovo al completo! Una sola priorita': noi due. "Questa sera M. avra' una bella serata da condividere con 4 piccole pesti! A noi due aspetta una romantica cena in un piccolo, romantico chalet di montagna!", mi dici mentre cerchi, invano, di liberarti da 4 piccole scimmiette che ti si arrampicano addosso. E conto i minuti al nostro incontro...come quando eravamo fidanzati.

sabato 15 gennaio 2011

Nella valigia di chi torna...

Nella valigia di chi torna, c'è tanta voglia di tornare. Nella valigia di chi riparte ci sono lezioni di pazienza, bloccati in aereoporto dalla neve. Ci sono occhi che sorridono dalla felicità di rivedere i nonni. C'è la pazienza di ri-conoscersi dopo mesi di lontananza. Ci sono abbracci forti che la lontananza non cambia. Ci sono vite raccontate tra pianti e urla di bambini. Ci sono piccole delusioni affettive. Ci sono parole sincere di amicizie intoccabili e incrollabili. Ci sono cene con amiche e amici. Ci sono risate e bicchieri di vino in compagnia. Ci sono dopo cena strappati all'ultimo momento, dopo che i bambini sono andati a letto. Ci sono momenti di spavento in ospedale. Ci sono momenti io e te soli e ancora fidanzati, grazie alla smisurata disponibilità dei nonni. Ci sono sapori italiani dentro la valigia. Ci sono momenti, pochi ma importanti che legano nipoti e nonni. Ci sono sorrisi che cancellano piccole incomprensioni. Ci sono amiche piacevolmente ritrovate. Ci sono lunghe chiacchierate tra fratelli...

Nella valigia, ancora da aprire, di chi e' finalmente tornata a casa, c'e' una grande festa in corso...una bellissima orchidea dal marito, tre punti in testa per Benedetta e una caduta a scuola ("Mamma, io sono stata forte perche' pensavo a te..."), i racconti dettagliati sui pinguini che Edoardo ha studiato a scuola e...tanta, tanta, tanta neve!!!

lunedì 13 dicembre 2010

Nella valigia di chi parte...

Sabato sera torniamo in Italia a festeggiare il Natale. Il primo Natale italiano dopo 7 anni!
"Mamma, partiamo adesso?", "Mamma, quando partiamo?", "Mamma, Gesu' sa che noi saremo in Italia a Natale? E i regali dove arriveranno??!!", "Mamma, stiamo in Italia for ever?", "Mamma, io non voglio partire...quando torniamo? Posssiamo fare solo Merry Christmas e poi torniamo a casa qui..", "Mamma, posso portare dai nonni tutti i miei giochi?", "Mamma, in aereo posso vedere "Lilli e il vagabondo"?", "Mamma, la nonna L. mi portera' ancora sul tram che mi piace tanto?", "Mamma, la nonna D. mi preparera' la minestrina verde?", "Mamma, poi andiamo anche in Tailandia?!"...
"In Italia staremo quanto basta per non dimenticarci da dove siamo venuti. Aspetteremo che nasce Gesu', faremo festa con i nonni, con gli amici, con i cuginetti, io e papa' ci prenderemo qualche ora insieme e poi torneremo a casa e ricomincera' la scuola e voi avrete tanti ricordi da raccontare ai vostri amici...".

Nella valigia di chi parte c'e' voglia della nostra citta', della nostra lingua, degli stessi rituali che ci hanno accompagnati da bambini...c'e' voglia di abbracci, di baci chiassosi, di amici in festa, di origini da tramandare...c'e' voglia di luci e colori famigliari, di volti che ci accompagnano da sempre...c'e' voglia di raccontare i passi di ognuno dei nostri bambini...c'e' voglia di stare un po' insieme io e te nella nostra citta', di passeggiare in quelle vie che ci hanno visto fidanzati...
Nella valigia di chi parte ci sono emozioni, attese, chiacchierate che ci aspettano...ci sono ricordi da costruire, momenti da assaporare insieme, tempo da dare, affetti da riscaldare, risate e gioia da condividere, qualche lacrima da asciugare, traguardi da festeggiare...
Nella valigia di chi parte, questa volta, c'e' proprio tanta voglia di partire...e tanti motivi per ringraziare!

lunedì 29 novembre 2010

Alle origini di me e di te...

Riporto un'articolo passatomi da un'amica. E' contenuto nel sito www.marriagebuilders.com. del Dr. Harley. Un sito di buoni contenuti, pratico e utile.

Children desperately need parents who stay married to each other, and love each other. Their future depends on it. Yet, their parents are very likely to lose their love for each other after they arrive, because they forget why they married.
They didn't marry to raise children -- they married to meet each other's intimate emotional needs. And the presence of children tends to make them think that they don't have time and energy to meet those needs anymore. When that happens, they lose their primary motive to be married -- their love for each other.
A man and woman usually decide to marry because they have formed a very successful romantic relationship -- they are in love with each other and are meeting each other's intimate emotional needs. They want to make that romantic relationship last a lifetime, so they marry. At the time, they are optimistic about keeping their love for each other alive, and they don't expect anything to threaten that love -- least of all, children. But if they were to understand how their love was created, and how it is sustained, they would immediately see why children are such a risk.
The two essential ingredients of a romantic relationship -- being in love and meeting intimate emotional needs -- are inseparable. A man and woman love each other because they meet each other's intimate emotional needs, and they meet each other's intimate emotional needs because they love each other. If either one of those factors suffers, the other suffers as well. That's why it's relatively difficult to keep a romantic relationship on track -- it's very fragile.
If living conditions make the meeting of intimate emotional needs more difficult or even impossible to provide, the love a couple has for each other is at risk. They usually don't see their loss of love coming, because they think their love is based on chemistry (they are made for each other) or their willingness to be in love (their love for each other is a decision) -- factors they think guarantee a lifetime of love. But what really sustains love in marriage is neither of those. It is their effectiveness in meeting each other's intimate emotional needs.
Intimate emotional needs can only be met when a couple are able to give each other their undivided attention, and when children become part of their lives, they lose the privacy that undivided attention requires. Job requirements that are considered necessary to support children can also take undivided attention away from couples. The pressure of family life, with so many wants and limited available resources, is yet another factor that makes undivided attention elusive.
When opportunity for undivided attention is taken from a couple, the meeting of intimate emotional needs is no longer possible. And when the meeting of intimate emotional needs is no longer possible, the love a man and woman have for each other withers and dies. And when their love for each other is gone, the risk of divorce is extremely high.
Couples marry because they think their romantic relationship will continue throughout their lives. And it would, if they were to continue meeting each other's intimate emotional needs. But as soon as their children arrive, there is a very high likelihood that their romantic relationship will end, because they cannot find time to give each other undivided attention. And with the end of their romantic relationship, their marriage is at risk.
Children do not require parent's attention 24 hours a day. Nor do they suffer when parents are giving each other their undivided attention. It's not the child's fault that parents neglect each other when children arrive -- it's the parent's fault when they decide that their children need so much of their time, they have not time left for each other. But the truth is that couples have time for both their children and each other, if they schedule their time wisely.
The solution to this problem in marriage is remarkably simple. It doesn't require entirely new skills, or a remaking of a couple's ability to care for each other. All it takes is going back to what it was that created the love a couple has for each other in the first place -- heartfelt affection, intimate conversation, recreational companionship, and sexual fulfillment. These intimate emotional needs, above all else, must be met in marriage if a romantic relationship is to be sustained.
As long as a husband and wife take the time to meet these needs for each other every week of their lives, they will never lose the passion that they had the moment they were married. But it takes time to meet these needs, and it takes privacy. They cannot be met with children running around your feet. Couples rarely understand this important fact.
If I were to give you $1,000,000 to stay in love for 10 years after your children arrived, and I had a fool-proof way of determining if you were actually in love, how would you make sure you had the money at the end of the ten years?
Even if you had never read anything I've written on the subject, I'm sure you would begin by carving time out of every week to make sure you met each other's emotional needs. Because you already know that it would greatly increase the chances of your being in love with each other after 10 years. You already know how your love for each other was created -- you gave each other your undivided attention when you were dating. You were always affectionate with each other; you would talk to each other the way lovers talk, you would spend your recreational time together, and you were both sexually attracted to each other, and responded to that attraction.
If $1,000,000 was conditional on your being in love after 10 years with children, you would create a plan that would give you enough privacy, and enough time, to stay emotionally connected throughout those ten years.
Now let me tell you something that may not have occurred to you.
If you are not in love with each other after 10 years with children, you are very likely to lose $1,000,000 during the rest of your life in the form of costs incurred due to divorce. The cost of a lifetime of lost income, lost savings and investments, lost health, lost support from an extended family, and the cost of the divorce itself is just the beginning of the losses that can be enumerated by those who have figured these things out (Linda Waite and Maggie Gallagher, The Case for Marriage, pp 110-125).
In other words, you will have about $1,000,000 more to spend than you would have had, if you can simply stay married for the rest of your lives. And the only way to guarantee that your lives will be spent together is to guarantee your love for each other.
But the economic advantage of a lifelong marriage is not nearly as important as the positive effect it has on children. The greatest contribution that parents can make to their children's happiness and success is to love each other for life. If parents love their children, and want the best for their children, they must do everything possible to preserve their romantic relationship. That means caring for each other must be their highest priority -- they must meet each other's intimate emotional needs. It's not a choice between caring for each other and caring for children. The reality is that if you want to truly care for your children, you must care for each other.

Post-it

Sono le 8.30 e tutto tace. Ho la tonsillite con febbre. Le ultime quattro notti sono state pesanti con tutti i bambini, a turno, ammalati. Oggi, tornando dal lavoro, ti sei fermato a fare un po' di spesa e mi hai portato una sorpresa: la scatola dei miei cioccolatini preferiti. Hai parlato ai bambini: "La mamma non sta bene. Ha la febbre e ha bisogno di un po' di riposo. Dobbiamo volerle bene non urlando, facendole tante coccole e aiutando a preparare la cena". Poi mi hai guardato e mi hai mandato a coricarmi. Ho preferito sdraiarmi sul divano del soggiorno perche' potevo guardarvi...[ovviamente per voi la mamma sdraiata equivale a mamma disponibile!! Mi avete portato una pila di libri da leggere insieme...!!!].

Mentre cucinavi risotto allo zafferano, sorridevi a Carlo e Gabriele che giocavano con il lego, ascoltavi Benedetta che completava il suo calendario, divertivi Edoardo reduce da 3 giorni di febbre e...parlavi di lavoro al telefono con una persona che ti aveva chiamato. Mentre sistemavamo la cucina, dopo aver cenato, con occhi visivamente stanchi mi hai detto: "Ho pensato dove voglio portarti a cena quando siamo a Milano....".

giovedì 4 novembre 2010

Buongiorno buon umore!

La notte e' stata breve, come al solito ma ormai il corpo e' abituato! Tu sei uscito alle 6.30, come ogni mattina. Io mi alzo alle 6.45 e incomincio ad avviare la macchina organizzativa famigliare. Svegliare tutti, colazioni, emergenze, bagno, vestirsi, mediare qualche battaglia in corso, ricordare gli zaini, dare un occhio che ognuno abbia calze dello stesso colore, giacche, guanti, cappelli... Il pavimento della cucina gia' a quest'ora del mattino ha la mappa della nostra colazione. Sto per uscire, gia'stanca, quando il telefono squilla. Non sono neanche le 8 e non so chi puo' essere. Rispondo, sei tu. "Mentre ero sul ponte, ho visto l'alba e ti ho pensata. Buongiorno amore!!!".

La mia giornata non puo' che essere bella, ho pensato. Io e te ci siamo. Il tuo buon umore, anche per questo ti ho sposato. Il mio serbatoio emozionale e' pieno. In fondo noi donne ci accontentiamo di poco. Ma quel poco deve arrivare nel momento giusto, deve essere profondo, deve farci sentire importanti. E ce lo meritiamo, No?????!!!!!




martedì 2 novembre 2010

Vera o perfetta?

Se mi ricordassi di chiudere quella porta che va nella lavanderia invece di lasciarla sempre aperta...
Se mi ricordassi di giorno che il latte e' finito e non alle 9 di sera quando significa che tu esci a comprarlo...
Se riuscissi ad ascoltarti quando hai qualche pensiero invece di iniziare subito a dare consigli, suggerimenti...
Se riuscissi ad evitare la marea di briciole che trovi in macchina ogni volta...
Se riuscissi a cucinare senza tirare fuori tutte le pentole e simili e lasciarle disperse per la cucina...
Se riuscissi a stamparmi un bel sorriso come fai tu quando rientri a casa invece di farti subito l'elenco dei danni dei bambini...
Se riuscissi a darti piu' tempo libero senza chiamarti dopo 10 minuti chiedendoti se arrivi...
Se riuscissi a prepararti il caffe' nell'esatto momento in cui ti chiedo "Vuoi il caffe'?" e non mezz'ora dopo...

.....sarei una moglie perfetta. Ma non sarei vera.

venerdì 29 ottobre 2010

MISSION POSSIBLE: essere una mamma felice oggi!

Oggi mentre aprivo l’ultimo scatolone del mio ultimo trasloco di un anno fa, ho trovato un foglio del vecchio pediatra di Bangkok e mi sono ricordata di lui…perche’? per un semplice motivo, ma credo un motivo per noi mamme fondamentale…
Andai da lui dopo una settimana dalla nascita di Carlo, il mio terzo figlio…la prima domanda che mi fece e da li’ in poi sempre quella per prima: “Come sta lei? Sta riposando il necessario? Mangia bene?”, iniziai a raccontare del piccolino ect e lui mi disse: “Se lei sta bene ed e’ felice, il piccolo sta benissimo!!!”…poi mentre uscivo dalla porta mi disse: “You are doing a wonderfull job…your children are amazing!!. Sono tornata a casa con un senso di orgoglio e di stima di me stessa…Abbiamo bisogno ogni tanto di sentircelo dire, dal marito, da un’amica, dalla propria mamma, dal proprio capo…il nostro lavoro di mamma non lo vede nessuno, non e’ quantificabile, non e’ pubblicizzato in tv, sulle riviste (anzi…)…
Oggi essere mamma non rientra tra le top ten list of “Great Jobs for the Modern Woman”! Devi sapere fare tutto, devi essere sempre perfetta, adatta alla situazione, nel tempo perfetto, devi avere figli perfetti, devi saper integrare lavoro e famiglia in modo perfetto, devi saper fare l’acrobata, devi saper correre e correre tutto il giorno…tutto e tutti richiedono il tuo apporto al 100%...e a volte arriva lo scoraggiamento, la paura…
Cosa devo essere? Superwoman? Elastic girl? Mary Poppins? E spesso, anche noi stesse, ci dimentichiamo che siamo PRIMA di TUTTO una moglie e una mamma…
Stanca? Super impegnata? Nervosa? Ansiosa? In ritardo? Stressata? …le ho citate tutte???!!!! Non sei sola. Ho ascoltato e vivo per esperienza le stesse preoccupazioni, le stesse ansie, gli stessi ostacoli, le stesse gioie da italiane, americane, thai, giapponesi, tedesche, canadesi, francesi, filippine…a volte - lo dico per chi dedica tutto il tempo al lavoro in casa -, quando ti chiedono “Cosa fai?”, ci sentiamo un po’ imbarazzate a rispondere…”Faccio la mamma”, o a volte - per chi lavora tutto il giorno fuori casa - e’ difficile non vivere con i sensi di colpa per il poco tempo che trascorriamo con i figli…qualunque sia il nostro caso c’e’ in gioco la nostra felicita’ e la felicita’ dei membri della nostra famiglia…Non c’e’ nessuno che puo’ sostituirti nel tuo ruolo di madre…quello che tu stai dando sacrificando il tuo tempo, le tue notti, la tua carriera apparentemente, le tue energie, le tue vacanze... non ha prezzo e un giorno quando i tuoi figli saranno grandi, li guarderai mentre ti verranno a trovare con le loro famiglie e vedrai il frutto della tua fatica…la famiglia e’ qualcosa di grande, che ci supera, che si genera nell’amore e produce amore…non importa se ora, in questo preciso momento con i tuoi figli piccoli, sembra tutto una corsa, una lotta ai capricci, una lotta con il capo…questo passa, verranno tempi diversi, I figli crescono, tu cresci…
MA …reality check! …il futuro verra’ e non sappiamo come sara’, il passato e’ gia’ stato, l’unico momento e’ il presente e il presente a volte sembra cosi’ faticoso…,
Nella mia agenda mi sono scritta 3 priorita' che provo a suggerirti:
1.   Tuo marito. La famiglia non inizia nel giorno in cui nasce un figlio. La famiglia comincia quando tu e tuo marito vi siete sposati e da li’ in poi lui ha la priorita’ nella tua vita.
2.   E chi pensa a me? Devi pensarci tu e devi farlo…una mamma anche con figli piccoli non puo’ lasciarsi andare…oltre a farci sentire meglio, la bellezza –leggevo tempo fa – e’ anche un atto di carita’ verso gli altri…e non mi riferisco al fatto di essere sempre alla moda…Devi assicurarti che stai mangiando in modo sano, un po’ di esercizio, il parrucchiere, un libro sempre con te – non importa se ci metterai un anno a finirlo -…a volte il fatto di essere mamma sembra che ci toglie il diritto di avere ancora interessi, hobby, relazioni, vita sociale, sport, progetti, desideri…assicurati che nella tua agenda settimanale, giornaliera ci sia sempre un posto per te, piccolo ma costante.
3.   I tuoi figli. Tuo marito e te, insieme con i figli. E con uno sguardo lontano…stai costruendo con tuo marito la basi su cui i tuoi figli, un domani non molto lontano, costruiranno la loro famiglia…quando li guardi, quando pensi a loro, quando li rimproveri…pensa che stai educando persone che un giorno saranno adulti…non crescere “big kids”!!!!