Io e Benedetta insieme in un negozio. Lei ha bisogno di una gonnellina. "Mamma, ne vorrei tre. " "Benedetta ne hai bisogno una.". "Allora due.". "Benedetta ne hai gia' altre a casa. Solo una". "Ma a me piacciono tutte".
Scelta la gonnelina azzurra. Stiamo per passare al reparto donna dove io le spiego che ho bisogno di una maglietta. "Mamma guarda che belle borsettine! Mamma possiamo comprarle? ". " Benedetta hai gia' tante borsettine e non le stai usando.". " Mamma, io voglio la borsettina. Sono cosi' pretty! Mamma io la voglio per quando andiamo a New york, a Toronto, a Milano...
Le rispiego che non possiamo comprare tutto quello che ci piace. Le spiego che a casa ha gia' le sue borsettine. "Mamma, per favore!", "Mamma, is not fair!", "Lo so amore, ma una mamma non puo' essere sempre simpatica!". Cerco di distogliere la sua attenzione. La situazione sembra migliorata. Ci dirigiamo al "mio" reparto... Ecco, comincia a piangere: "Mamma io voglio la borsettina!". Penso tra me e me: qual e' la via migliore? La borsettina non la voglio comprare altrimenti la prossima volta me ne chiede un'altra, ma non posso neanche trascinarla nel negozio in un mare di lacrime...
Cosa puo' aiutarla a capire? Cosa le posso suggerire? Idea. "Benedetta, ti ricordi la borsettina di paglia che zio M. e zia C. ti avevano regalato a Bangkok? Era da tanto che non la usavi cosi' l'ho messa nell'armadio. Magari adesso ti piace.". "Non mi ricordo mamma. E' bella? ". "E' di paglia, con un bel nastrino rosa per chiuderla. E' molto carina. Quando arriviamo a casa, la mettiamo subito sul letto e mi dici cosa ne pensi. Vedrai che ti piacera' e sarai bellissima quando usciamo insieme.". "Ok mamma. Allora andiamo subito a casa. La voglio vedere!". E le lacrime si sono trasformate in un bel sorriso conquistato!
P.s. io nel reparto donna ho avuto 3 minuti per scegliere la mia maglietta! Ma ne e' valsa la pena. Oggi, un passo in piu'.
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giovedì 28 aprile 2011
Voglio.
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sabato 13 novembre 2010
Capriccio-Nemico!
Oggi sono andata al supermercato da sola...esperienza stupenda. Di solito quando sono costretta ad andare con i bambini, fare la spesa diventa la gita della giornata, da prepararsi con cura! Mentre ero in coda alla cassa, davanti a me si e' verificata la solita scena in cui tante volte sono io la protagonista. Mamma con 3 bambini piccoli con carrello pieno da svuotare, pagare e andare via. Mentre la signora svuotava il carrello, a turno, i bambini hanno cominciato a piangere, urlare, pestare i piedi, scappare...La signora mi guardava con timore e vergogna, non sapendo piu' cosa fare per calmare i pianti. Probabilmente si sentiva in colpa per il disturbo sonoro che arrecava a me e alle altre persone...L'ho rassicurata. "Signora conosco i capricci, ho 4 figli piccoli! Tutto passa. Non si preoccupi, ferma e serena." le ho detto. La signora mi ha guardato tirando un sospiro e sentendosi capita.
A volte e' necessario, per il bene dei figli, sembrare anche antipatiche e senza cuore. Non e' la fine del mondo.
"Il capriccio per essere drammaturgicamente efficace deve avere queste caratteristiche:
- spettatori (ne basta anche uno solo, preferibilmente la mamma);
- conoscenza della reazione usuale degli spettatori(durata della resistenza);
- deve far sentire lo spettatore un inetto davanti a se stesso o ancor meglio davanti agli altri;
- deve far cadere nella trappola delle spiegazioni morali(merendina/fame nel mondo);
- deve farti sentire quasi odiata (Papà me lo fa fare) e spingerti all'odio verso il papà assente...
Quando qualcuna o tutte queste condizioni si avverano lo puoi riconoscere in tutta la sua essenza: capriccio doc. E non sai spiegarti come quell'esserino piccolo diventi ai tuoi occhi un lottatore di sumo pronto a combattere contro Titti. Ma quando il gioco si fa duro...
Proviamo a togliergli lo spettatore, o a spiazzarlo con una resistenza diversa, a non pensare al giudizio degli altri, a non temere la perdita affettiva, a non meditare ritorsioni coniugali, forse a volte a dire un semplice "Basta" ed uscire di scena.
Spesso il lottatore di sumo dopo qualche secondo viene a cercarti."
(mamma Isabel)
A volte e' necessario, per il bene dei figli, sembrare anche antipatiche e senza cuore. Non e' la fine del mondo.
"Il capriccio per essere drammaturgicamente efficace deve avere queste caratteristiche:
- spettatori (ne basta anche uno solo, preferibilmente la mamma);
- conoscenza della reazione usuale degli spettatori(durata della resistenza);
- deve far sentire lo spettatore un inetto davanti a se stesso o ancor meglio davanti agli altri;
- deve far cadere nella trappola delle spiegazioni morali(merendina/fame nel mondo);
- deve farti sentire quasi odiata (Papà me lo fa fare) e spingerti all'odio verso il papà assente...
Quando qualcuna o tutte queste condizioni si avverano lo puoi riconoscere in tutta la sua essenza: capriccio doc. E non sai spiegarti come quell'esserino piccolo diventi ai tuoi occhi un lottatore di sumo pronto a combattere contro Titti. Ma quando il gioco si fa duro...
Proviamo a togliergli lo spettatore, o a spiazzarlo con una resistenza diversa, a non pensare al giudizio degli altri, a non temere la perdita affettiva, a non meditare ritorsioni coniugali, forse a volte a dire un semplice "Basta" ed uscire di scena.
Spesso il lottatore di sumo dopo qualche secondo viene a cercarti."
(mamma Isabel)
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