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mercoledì 9 gennaio 2013
I love Milano (parte seconda)
Una visita al Duomo e alle sue meravigliose guglie...in piacevole compagnia davanti ad un tramonto famigliare e tutto milanese!
I love Milano (parte prima)
Siamo tornati a casa dopo essere stati a casa...Washington-Milano / Milano-Washington...
Milano e' sempre Milano!
Un pomeriggio al Museo Poldi Pezzoli con i bambini. Personale delizioso e very friendly con 4 bambini! Percorso didattico "Alla ricerca degli Angeli"...interessante e divertente!
Milano e' sempre Milano!
Un pomeriggio al Museo Poldi Pezzoli con i bambini. Personale delizioso e very friendly con 4 bambini! Percorso didattico "Alla ricerca degli Angeli"...interessante e divertente!
giovedì 12 gennaio 2012
Christmas kidscooking
Lo so che le feste sono gia' passate, ma volevo condividere qualche foto della nostra pasticceria natalizia "formato bambino"! La cucina e' il cuore della casa...
venerdì 25 novembre 2011
mercoledì 16 novembre 2011
Teatrino hand made
Un'idea che fara' divertire a lungo i bambini e li terra' impegnati in racconti, marionette e risate...!
Enjoy!
Enjoy!
lunedì 14 marzo 2011
Malanni e coccole.
Un altro malanno di stagione. Io con febbre e raffreddore e con davanti due settimane di vacanza con scuola chiusa. Torni dal lavoro in tempo per farmi coricare una mezz'ora prima di cena. Arrivo a tavola e tu, con un grande sorriso, fai finta di essere al ristorante e mi porgi un delizioso piatto di spaghetti alla panna, limone, parmigiano e latte guarnito di foglie di prezzemolo e scorzette di limone..."Prego signora...con tutto il mio amore..e una pronta guarigione!".
Benedetta rimane accanto a me per tutta la serata: "Mamma, io mi prendo cura di te!". Ognuno sparecchia (anche Gabriele ma con "lancio del piatto"!) senza doverlo ripetere e in poco tempo siete tutti a letto con denti e mani lavati, baci e abbracci...una magia! E' quasi bello non stare bene con voi...
Benedetta rimane accanto a me per tutta la serata: "Mamma, io mi prendo cura di te!". Ognuno sparecchia (anche Gabriele ma con "lancio del piatto"!) senza doverlo ripetere e in poco tempo siete tutti a letto con denti e mani lavati, baci e abbracci...una magia! E' quasi bello non stare bene con voi...
domenica 13 febbraio 2011
Una domenica...ai fornelli!
E' tutta la settimana che ho in mente gli spaghetti alle vongole. Finalmente ieri io e Benedetta siamo andate a fare la spesa e le abbiamo trovate fresche. Non avrei mai immaginato la sua contentezza mentre, oggi, mi ha aiutato a pulirle, risciacquarle e poi il prezzemolo, l'aglio, il vino...non si e' persa un solo passaggio della preparazione e cottura!
Carlo ha contribuito a preparare il dolce: lingue di gatto (una lotta per farle durare fino a cena!!)e mousse alla nutella (con fragole e mirtilli). Il pollo alle mandorle l'ho preparato io, mentre Edoardo era al pronto soccorso dopo una caduta sul ginocchio sciando...(manca Gabriele e nel 2011 tutti i nostri figli hanno gia' visitato il pronto soccorso!).
Una cena deliziosa, i complimenti del marito e il bis dei bambini che hanno gradito le vongole (tranne Gabriele che delle vongole non ne voleva proprio sapere!). Una cena rilassata, gustosa, chiacchierata ma...ahime!!...adesso c'e' una cucina sommersa di pentole da pulire!!!
Carlo ha contribuito a preparare il dolce: lingue di gatto (una lotta per farle durare fino a cena!!)e mousse alla nutella (con fragole e mirtilli). Il pollo alle mandorle l'ho preparato io, mentre Edoardo era al pronto soccorso dopo una caduta sul ginocchio sciando...(manca Gabriele e nel 2011 tutti i nostri figli hanno gia' visitato il pronto soccorso!).
Una cena deliziosa, i complimenti del marito e il bis dei bambini che hanno gradito le vongole (tranne Gabriele che delle vongole non ne voleva proprio sapere!). Una cena rilassata, gustosa, chiacchierata ma...ahime!!...adesso c'e' una cucina sommersa di pentole da pulire!!!
venerdì 4 febbraio 2011
Okay, O.K., K...e conseguenze!
Mom: "Your teacher posted that you didn't turn in your homework."
Teen: "Okay, Mom."
Problem: No! It's not "okay". What kind of answer is that? It is at this moment that my teen needs to explain what happened. Saying okay means nothing. Tell me why you didn't turn in your homework!Mom: "The dog needs to go out right now."
Teen: Walking away from me says, "Okay."
Problem: No! It's not "okay". Take the dog out! If you are turning and walking away from me - explain why...don't just walk away. Tell me you are getting your shoes. Tell me you will after you go to the bathroom. Tell me something besides "okay" as you walk away. I guarantee an hour from now you won't be back and the dog will be sitting at the door with his legs crossed!
Mom: "You need to take your laundry upstairs please."
Teen" "K"
Problem: It's not "okay". Teen is sitting on the couch watching television. Teen will sit there until 5 minutes before they have to leave for school then in a mad rush to get things together will explain why they don't have time to take the laundry upstairs. "K" has been used as a means to trick Mom into thinking they are willing to do the chore. Teen has no intention of doing the chore. "Okay" means "I heard you" and that is about it.
Mom: While disciplining her teen says, "You are being very disrespectful."
Teen: Before Mom has even completed her sentence says, "Okay."
Mom: Shouting, "It is NOT OKAY!"
Teen: "Okay."
Mom: "When I am talking to you don't talk over me. And stop saying "OKAY"!
Teen: Teen looks at Mom completely confused like she is having a moment of insanity and says, "Oooookkkkkay????"
So teens use the term "okay" as a way of acknowledging that they are listening to you but don't really care about what you are saying. Saying "okay" is actually saying, "whatever", "shut-up", "you are on my nerves.", "just leave me alone", "go away", or "I'm not really listening to you." The list goes on.
I want "okay" replaced with terms like "yes ma'am", "yes sir", "I'll take care of it", "right away", "you got it", "I'm on it", "no problem", "happy to help", or "sure"!
I think I am going to categorize "OKAY" as just another forbidden four letter word in my home.
Annotato sulla mia agenda (utile anche con bambini piccoli): grazie V.!
Teen: "Okay, Mom."
Problem: No! It's not "okay". What kind of answer is that? It is at this moment that my teen needs to explain what happened. Saying okay means nothing. Tell me why you didn't turn in your homework!Mom: "The dog needs to go out right now."
Teen: Walking away from me says, "Okay."
Problem: No! It's not "okay". Take the dog out! If you are turning and walking away from me - explain why...don't just walk away. Tell me you are getting your shoes. Tell me you will after you go to the bathroom. Tell me something besides "okay" as you walk away. I guarantee an hour from now you won't be back and the dog will be sitting at the door with his legs crossed!
Mom: "You need to take your laundry upstairs please."
Teen" "K"
Problem: It's not "okay". Teen is sitting on the couch watching television. Teen will sit there until 5 minutes before they have to leave for school then in a mad rush to get things together will explain why they don't have time to take the laundry upstairs. "K" has been used as a means to trick Mom into thinking they are willing to do the chore. Teen has no intention of doing the chore. "Okay" means "I heard you" and that is about it.
Mom: While disciplining her teen says, "You are being very disrespectful."
Teen: Before Mom has even completed her sentence says, "Okay."
Mom: Shouting, "It is NOT OKAY!"
Teen: "Okay."
Mom: "When I am talking to you don't talk over me. And stop saying "OKAY"!
Teen: Teen looks at Mom completely confused like she is having a moment of insanity and says, "Oooookkkkkay????"
So teens use the term "okay" as a way of acknowledging that they are listening to you but don't really care about what you are saying. Saying "okay" is actually saying, "whatever", "shut-up", "you are on my nerves.", "just leave me alone", "go away", or "I'm not really listening to you." The list goes on.
I want "okay" replaced with terms like "yes ma'am", "yes sir", "I'll take care of it", "right away", "you got it", "I'm on it", "no problem", "happy to help", or "sure"!
I think I am going to categorize "OKAY" as just another forbidden four letter word in my home.
Annotato sulla mia agenda (utile anche con bambini piccoli): grazie V.!
mercoledì 2 febbraio 2011
Winter snow storm.
La scuola e' chiusa per tempesta di neve. Ieri il supermercato era colmo di gente che riempiva i carrelli per fare scorta di cibo. I mall sono chiusi. E per strada non passa nessuno. Ovunque guardo dalle mie finestre non vedo niente e nessuno. Solo neve e vento che aumentano mentre la radio annuncia la maggiore tempesta di neve di questo inverno. Apro tutte le tende in casa e lascio che il bianco della neve entri nella nostra giornata e...dia il ritmo. Una chiacchierata con una amica, una colazione chiacchierata con i miei 4 figli, un po' di lavoro da sbrigare lasciando una serie di attivita' preparate per far fruttare il tempo e la creativita' dei bambini, i bagni da pulire con l'aiuto alternato di Carlo e Benedetta, una torta al cioccolato preparata tra un cambio di pannolino e un trenino da costruire, un momento per pregare (un lusso da difendere per non perdere la rotta, nonostante il vento d'inverno...), Gabriele che per l'emozione di avere a casa i fratelli ha deciso di non dormire, il tempo dedicato ai compiti (Mamma, ma perche' devo fare i compiti se la scuola e' chiusa?!) e una calda minestra da preparare promessa a Benedetta (e' il suo piatto invernale preferito).
Sembra che la tempesta stia diminuendo, le mie energie sicuramente si' e sperano che domani la scuola riaprira'.
Sembra che la tempesta stia diminuendo, le mie energie sicuramente si' e sperano che domani la scuola riaprira'.
sabato 15 gennaio 2011
...Aereo e casa...
Francoforte - Toronto in business class. Dopo un volo di un'ora e 15 minuti da Milano a Francoforte con bambini piccoli in lacrime tra stanchezza e capricci, pensavo di piangere anche io con altre 8 ore e mezzo di volo da Francoforte a Toronto. Ma la business class mi ha dato speranza e motivo di pensare...
Carlo ha preso il suo posto di fianco al finestrino, sprofondato nella comodissima poltrona con possibilita' di cambiare posizione a comando, da seduto a completamente sdraiato. Lo spazio davanti a noi era grande abbastanza per potersi mettere a giocare e fare i puzzles. Gabriele continuava a schiacciare tasti che accendevano la luce, lo schermo della tv con i film Disney e chiamavano le hostess che saranno venute 20 volte anche se lui le chiamava per gioco. Carlo ha subito aperto la coperta e si e' sistemato come fosse sul divano di casa nostra. Tutto pulito e profumato.
"Signora, mi chieda qualunque cosa le puo' servire per renderle questo viaggio il piu' piacevole possibile." "Wow...", ho pensato dentro di me. E' stata una promessa mantenuta. Le hostess si alternavano in continuazione per portarci un bicchiere di vino, succo di frutta, acqua, giornali, per far giocare i bambini, per guardare i bambini mentre andavo in bagno, per darmi un cuscino in piu', il bis del dessert...
Il volo e' stato ottimo e i bambini felici. Carlo vedendo tutti i colori del cielo, mi ha chiesto: "Mamma, stiamo per morire?"..."No Carlo...perche' mi fai una domanda cosi'?", "Mamma, siamo in Cielo...!!!".
Da tre giorni a casa ogni tanto ripenso alle hostess dell'aereo. Lavatrici da fare, casa da pulire dopo un mese in Italia, lotta tra ordine e disordine, macchina famigliare da rimettere in moto, neve da spalare, bimbi felici nella neve e casa piena di acqua e ghiaccio, amichetti che si auto-invitano, impegni e dottori da riorganizzare, pranzi e cene da preparare (buoni, sani e in pochi minuti), fuso orario inesistente per necessita' famigliari (ovvero, il mio corpo lo sente ma non ha il tempo per assecondarlo!)...
Le fatine dell'aereo hanno fatto un ottimo lavoro e sempre con il sorriso. Ma preferisco il felice caos di casa mia. Non tutto e' perfetto come sull'aereo, ma ogni persona in casa si sente accolta e riscaldata. Una cosa ripensandoci annoto sulla mia agenda: lavorare con il sorriso.
Carlo ha preso il suo posto di fianco al finestrino, sprofondato nella comodissima poltrona con possibilita' di cambiare posizione a comando, da seduto a completamente sdraiato. Lo spazio davanti a noi era grande abbastanza per potersi mettere a giocare e fare i puzzles. Gabriele continuava a schiacciare tasti che accendevano la luce, lo schermo della tv con i film Disney e chiamavano le hostess che saranno venute 20 volte anche se lui le chiamava per gioco. Carlo ha subito aperto la coperta e si e' sistemato come fosse sul divano di casa nostra. Tutto pulito e profumato.
"Signora, mi chieda qualunque cosa le puo' servire per renderle questo viaggio il piu' piacevole possibile." "Wow...", ho pensato dentro di me. E' stata una promessa mantenuta. Le hostess si alternavano in continuazione per portarci un bicchiere di vino, succo di frutta, acqua, giornali, per far giocare i bambini, per guardare i bambini mentre andavo in bagno, per darmi un cuscino in piu', il bis del dessert...
Il volo e' stato ottimo e i bambini felici. Carlo vedendo tutti i colori del cielo, mi ha chiesto: "Mamma, stiamo per morire?"..."No Carlo...perche' mi fai una domanda cosi'?", "Mamma, siamo in Cielo...!!!".
Da tre giorni a casa ogni tanto ripenso alle hostess dell'aereo. Lavatrici da fare, casa da pulire dopo un mese in Italia, lotta tra ordine e disordine, macchina famigliare da rimettere in moto, neve da spalare, bimbi felici nella neve e casa piena di acqua e ghiaccio, amichetti che si auto-invitano, impegni e dottori da riorganizzare, pranzi e cene da preparare (buoni, sani e in pochi minuti), fuso orario inesistente per necessita' famigliari (ovvero, il mio corpo lo sente ma non ha il tempo per assecondarlo!)...
Le fatine dell'aereo hanno fatto un ottimo lavoro e sempre con il sorriso. Ma preferisco il felice caos di casa mia. Non tutto e' perfetto come sull'aereo, ma ogni persona in casa si sente accolta e riscaldata. Una cosa ripensandoci annoto sulla mia agenda: lavorare con il sorriso.
Nella valigia di chi torna...
Nella valigia di chi torna, c'è tanta voglia di tornare. Nella valigia di chi riparte ci sono lezioni di pazienza, bloccati in aereoporto dalla neve. Ci sono occhi che sorridono dalla felicità di rivedere i nonni. C'è la pazienza di ri-conoscersi dopo mesi di lontananza. Ci sono abbracci forti che la lontananza non cambia. Ci sono vite raccontate tra pianti e urla di bambini. Ci sono piccole delusioni affettive. Ci sono parole sincere di amicizie intoccabili e incrollabili. Ci sono cene con amiche e amici. Ci sono risate e bicchieri di vino in compagnia. Ci sono dopo cena strappati all'ultimo momento, dopo che i bambini sono andati a letto. Ci sono momenti di spavento in ospedale. Ci sono momenti io e te soli e ancora fidanzati, grazie alla smisurata disponibilità dei nonni. Ci sono sapori italiani dentro la valigia. Ci sono momenti, pochi ma importanti che legano nipoti e nonni. Ci sono sorrisi che cancellano piccole incomprensioni. Ci sono amiche piacevolmente ritrovate. Ci sono lunghe chiacchierate tra fratelli...
Nella valigia, ancora da aprire, di chi e' finalmente tornata a casa, c'e' una grande festa in corso...una bellissima orchidea dal marito, tre punti in testa per Benedetta e una caduta a scuola ("Mamma, io sono stata forte perche' pensavo a te..."), i racconti dettagliati sui pinguini che Edoardo ha studiato a scuola e...tanta, tanta, tanta neve!!!
Nella valigia, ancora da aprire, di chi e' finalmente tornata a casa, c'e' una grande festa in corso...una bellissima orchidea dal marito, tre punti in testa per Benedetta e una caduta a scuola ("Mamma, io sono stata forte perche' pensavo a te..."), i racconti dettagliati sui pinguini che Edoardo ha studiato a scuola e...tanta, tanta, tanta neve!!!
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martedì 2 novembre 2010
Sopravvivere con dignita' alla cena
Ore 6 di sera. Tutti manifestano la propria stanchezza in modi diversi. Edoardo non vuole finire di leggere l'ultima parola nel quaderno. Carlo strappa i capelli a Benedetta, Benedetta gli risponde "Tu non sei invitato alla mia festa!" (ma quale festa, mi chiedo io???!!!) e cosi iniziano a rincorrersi per casa anche con le spade, Gabriele gioca, ride ma ogni tanto viene buttato a terra, cade dalle scale, mangia briciole e pennarelli...Poi tutto tace, 5 minuti (no, forse sono solo 10 secondi). Cerco di abbozzare un'idea per la cena. Per fortuna, su questo fronte sto imparando molto...un'amica mi ha suggerito di pensare nel week end a un menu' per la settimana e con quello andare a fare la spesa, avere sempre in casa gli ingredienti base e nelle emergenze metto su google quello che ho nel frigorifero e vedo se mi salta fuori un piatto. E poi tanta, tanta pazienza e flessibilita'...
Quando ho nella mia mente cosa cucinare, comincio...che impresa!!! Tutti arrivano affamati e stanchi..."Mamma cosa cucini?", "Mamma, dove e' il libro della ricerca?", "Mamma, sono in bagnooooooooo!!", "Mamma, Lelle ha la lingua gialla!!!", "Mamma, mi aiuti a costruire una tenda?"...decido di fermarmi e chiedere aiutoooooo.....ma a chi? Tu sei al lavoro, forse in riunione....(Perche' le riunioni le fanno alle 6 di sera???!!!!)...mi guardo intorno...li guardo e penso: "I piu' grandi possono capirmi..". Spiego loro che mamma e' stanca e ha bisogno di aiuto per preparare la cena. Tutto si calma.
Niente piu' e' pretesa ma offerta di aiuto..."Mamma...posso aiutarti?"...Una domanda semplice ma e' la domanda che piano, piano aiuta i figli a crescere, da "io" agli "altri"...
La cena e' pronta. Papa' arriva, suona la porta, grandi abbracci, fiumi di racconti sulla giornata, siamo a tavola...tutto sembrerebbe perfetto MA....la cena diventa di nuovo battaglia su tutti i fronti...una cantilena ripetuta ogni sera, nell'ordine:
- prima la Benedizione,
- stai composto,
- mangia con la forchetta,
- non urlare,
- mangia tutto quello che hai nel piatto,
- si mangia con la bocca chiusa,
- non si gioca con il cibo,
....quasi ogni sera, con melodie diverse ma sempre la stessa musica. E pensavo, ti chiedevo: "ma e' possibile che la cena puo' essere solo questo?"...mi lasci campo aperte nelle risposte...io le trovo e le discutiamo insieme.
Cosi' mi sono appuntata nella mia agenda: "cenare insieme". Ho chiesto ad un'amica un parere e...mi ha aperto un'orizzonte. Non sempre ce la faccio, ma ci proviamo insieme...
Cenare insieme a tavola e' un momento sacro per la famiglia. Si arriva stanchi, preoccupati, stressati, con la voglia di fare "mangi e fuggi"...ma li', attorno alla tavola c'e' la famiglia e spesso e' l'unico momento della giornata in cui ci siamo tutti. Le lotte, le litigate, i visi lunghi prima o dopo cena, mai durante. I figli cresceranno, non saranno sempre li', ma quello che deve rimanere e' la certezza vissuta e trasmessa un giorno, che fare famiglia, comunicarsi, conoscersi, ri-conoscersi, raccontarsi, confrontarsi e' piu' importante delle buone maniere, della buona educazione...almeno per una fase della vita, quando i tuoi figli sono piccoli e magari sono tanti e magari tu arrivi dal lavoro con tante preoccupazioni...lasciale fuori per il tempo della cena. Ascolta la giornata di tuo marito, di ognuno dei tuoi figli, chiudi un occhio (magari due) se non sono perfetti a tavola...le buone maniere c'e' il tempo per impararle e la vita stessa, gli altri sapranno insegnarle...quello che nessuno puo' insegnare ai tuoi figli, eccetto tu e tuo marito, e' la famiglia. Questi sono i momenti che rimarranno ai tuoi figli nello scrigno dei ricordi. Quando vedi che la cena sta diventando difficile da digerire per tutti...fermati, cambia tono, respira e....ama. Ogni tanto ripeti la musica, goccia dopo goccia, piano piano all'orecchio di ognuno, ricorda le buona maniere ma senza farne l'argomento di conversazione o di disperazione!!! Non e' sempre facile ma non e' impossibile.
Quando ho nella mia mente cosa cucinare, comincio...che impresa!!! Tutti arrivano affamati e stanchi..."Mamma cosa cucini?", "Mamma, dove e' il libro della ricerca?", "Mamma, sono in bagnooooooooo!!", "Mamma, Lelle ha la lingua gialla!!!", "Mamma, mi aiuti a costruire una tenda?"...decido di fermarmi e chiedere aiutoooooo.....ma a chi? Tu sei al lavoro, forse in riunione....(Perche' le riunioni le fanno alle 6 di sera???!!!!)...mi guardo intorno...li guardo e penso: "I piu' grandi possono capirmi..". Spiego loro che mamma e' stanca e ha bisogno di aiuto per preparare la cena. Tutto si calma.
Niente piu' e' pretesa ma offerta di aiuto..."Mamma...posso aiutarti?"...Una domanda semplice ma e' la domanda che piano, piano aiuta i figli a crescere, da "io" agli "altri"...
La cena e' pronta. Papa' arriva, suona la porta, grandi abbracci, fiumi di racconti sulla giornata, siamo a tavola...tutto sembrerebbe perfetto MA....la cena diventa di nuovo battaglia su tutti i fronti...una cantilena ripetuta ogni sera, nell'ordine:
- prima la Benedizione,
- stai composto,
- mangia con la forchetta,
- non urlare,
- mangia tutto quello che hai nel piatto,
- si mangia con la bocca chiusa,
- non si gioca con il cibo,
....quasi ogni sera, con melodie diverse ma sempre la stessa musica. E pensavo, ti chiedevo: "ma e' possibile che la cena puo' essere solo questo?"...mi lasci campo aperte nelle risposte...io le trovo e le discutiamo insieme.
Cosi' mi sono appuntata nella mia agenda: "cenare insieme". Ho chiesto ad un'amica un parere e...mi ha aperto un'orizzonte. Non sempre ce la faccio, ma ci proviamo insieme...
Cenare insieme a tavola e' un momento sacro per la famiglia. Si arriva stanchi, preoccupati, stressati, con la voglia di fare "mangi e fuggi"...ma li', attorno alla tavola c'e' la famiglia e spesso e' l'unico momento della giornata in cui ci siamo tutti. Le lotte, le litigate, i visi lunghi prima o dopo cena, mai durante. I figli cresceranno, non saranno sempre li', ma quello che deve rimanere e' la certezza vissuta e trasmessa un giorno, che fare famiglia, comunicarsi, conoscersi, ri-conoscersi, raccontarsi, confrontarsi e' piu' importante delle buone maniere, della buona educazione...almeno per una fase della vita, quando i tuoi figli sono piccoli e magari sono tanti e magari tu arrivi dal lavoro con tante preoccupazioni...lasciale fuori per il tempo della cena. Ascolta la giornata di tuo marito, di ognuno dei tuoi figli, chiudi un occhio (magari due) se non sono perfetti a tavola...le buone maniere c'e' il tempo per impararle e la vita stessa, gli altri sapranno insegnarle...quello che nessuno puo' insegnare ai tuoi figli, eccetto tu e tuo marito, e' la famiglia. Questi sono i momenti che rimarranno ai tuoi figli nello scrigno dei ricordi. Quando vedi che la cena sta diventando difficile da digerire per tutti...fermati, cambia tono, respira e....ama. Ogni tanto ripeti la musica, goccia dopo goccia, piano piano all'orecchio di ognuno, ricorda le buona maniere ma senza farne l'argomento di conversazione o di disperazione!!! Non e' sempre facile ma non e' impossibile.
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