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venerdì 24 maggio 2013

Happy Mother's Day

Sono in ritardo, lo so. La festa della mamma e' passata, ma rispondo come ha detto mia figlia Benedetta la sera della festa mamma, mentre insieme recitavamo le preghiere. "Mamma, Happy Mother's Day every Day!".
Riporto alcune parole di Papa Francesco... mi sembrano universali come universale e' la chiamata di ogni donna alla maternita'.


06 maggio 2013 News.va

Maria, che ispira tutte le madri del mondo

1. Una mamma aiuta i figli a crescere e vuole che crescano bene; per questo li educa a non cedere alla pigrizia - che deriva anche da un certo benessere -, a non adagiarsi in una vita comoda che si accontenta di avere solo delle cose. La mamma ha cura dei figli perché crescano sempre di più, crescano forti, capaci di prendersi responsabilità, di impegnarsi nella vita, di tendere a grandi ideali. Il Vangelo di san Luca dice che, nella famiglia di Nazareth, Gesù «cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui» (Lc 2,40). La Madonna fa proprio questo in noi, ci aiuta a crescere umanamente e nella fede, ad essere forti e non cedere alla tentazione dell’essere uomini e cristiani in modo superficiale, ma a vivere con responsabilità, a tendere sempre più in alto.
2. Una mamma poi pensa alla salute dei figli educandoli anche ad affrontare le difficoltà della vita. Non si educa, non si cura la salute evitando i problemi, come se la vita fosse un’autostrada senza ostacoli. La mamma aiuta i figli a guardare con realismo i problemi della vita e a non perdersi in essi, ma ad affrontarli con coraggio, a non essere deboli, e a saperli superare, in un sano equilibrio che una madre “sente” tra gli ambiti di sicurezza e le zone di rischio. E questo una mamma sa farlo! Non porta sempre il figlio sulla strada della sicurezza, perché in questa maniera il figlio non può crescere, ma anche non lo lascia soltanto sulla strada del rischio, perché è pericoloso. Una mamma sa bilanciare le cose. Una vita senza sfide non esiste e un ragazzo o una ragazza che non sa affrontarle mettendosi in gioco, è un ragazzo e una ragazza senza spina dorsale! Ricordiamo la parabola del buon samaritano: Gesù non propone il comportamento del sacerdote e del levita, che evitano di soccorrere colui che era incappato nei briganti, ma il samaritano che vede la situazione di quell’uomo e la affronta in maniera concreta, anche con rischi.
3. Un ultimo aspetto: una buona mamma non solo accompagna i figli nella crescita, non evitando i problemi, le sfide della vita; una buona mamma aiuta anche a prendere le decisioni definitive con libertà. Questo non è facile, ma una mamma sa farlo. Ma che cosa significa libertà? Non è certo fare tutto ciò che si vuole, lasciarsi dominare dalle passioni, passare da un’esperienza all’altra senza discernimento, seguire le mode del tempo; libertà non significa, per così dire, buttare tutto ciò che non piace dalla finestra. No, quella non è libertà! La libertà ci è donata perché sappiamo fare scelte buone nella vita! Maria da buona madre ci educa ad essere, come Lei, capaci di fare scelte definitive; scelte definitive, in questo momento in cui regna, per così dire, la filosofia del provvisorio. È tanto difficile impegnarsi nella vita definitivamente. E lei ci aiuta a fare scelte definitive con quella libertà piena con cui ha risposto “sì” al piano di Dio sulla sua vita (cfr Lc 1,38).
"Il Signore ci affida nelle mani piene di amore e di tenerezza della Madre, perché sentiamo il suo sostegno nell’affrontare e vincere le difficoltà del nostro cammino umano e cristiano". Cari fratelli e sorelle, quanto è difficile, nel nostro tempo, prendere decisioni definitive! Ci seduce il provvisorio. Siamo vittime di una tendenza che ci spinge alla provvisorietà… come se desiderassimo rimanere adolescenti. E’ un po’ il fascino del rimanere adolescenti, e questo per tutta la vita! Non abbiamo paura degli impegni definitivi, degli impegni che coinvolgono e interessano tutta la vita! In questo modo la vita sarà feconda! E questo è libertà: avere il coraggio di prendere queste decisioni con grandezza.


giovedì 12 aprile 2012

Happy Easter!

Avrei voluto postare in tempo ma per qualche giorno sono stata off-line. A nord di Toronto, immersa nella natura canadese, abbiamo avuto qualche giorno di relax, sole, pesca, corse nel prato, nascondino, bolle di sapone, passeggiate nel bosco, risate, dormite, partite a scacchi, tombola, camino...

Per la prima volta abbiamo portato i bambini alla veglia pasquale in un piccolo paesino del country canadese...che avventura!

E con la nostra famiglia non potevano mancare gli amici che ci hanno raggiunto il giorno di Pasqua! E via con pic nic e caccia alle uova di cioccolato!







mercoledì 15 febbraio 2012

Tenerezza

Sono coricata con il mal di schiena. Ovviamente la mamma sdraiata e' un grande evento in ogni famiglia. E tutto si ferma ed e' come se ognuno si interrogasse "E adesso cosa facciamo? E dopo cosa c'e'? E il pranzo? E i compiti?...".

Edoardo si siede accanto a me e mi dice: "Il sacerdote domenica scorsa ha detto che nella sofferenza non si puo' sempre riuscire a curare ma si puo' sempre essere vicini a chi e' malato. L'importante e' esserci. Ecco mamma io sono qui a farti compagnia."

Che meraviglia che quelle parole del sacerdote sono rimaste nel cuore di mio figlio e sono diventate vita vissuta. Il cuore dei bambini e' grande e conosce molto di piu' delle lettere di un alfabeto...e' capace di fare spazio e accogliere in se' le dimensioni piu' importanti della realta'.

lunedì 11 aprile 2011

Confidenze al femminile.

Siamo al momento di darci la buonanotte, io e Benedetta. "Mamma, il mio diario lo possiamo leggere solo io e te. Ho scritto il mio nome e ho fatto dei disegni. Mai lo possono aprire i miei fratelli."
Ti ascolto attentamente. Riprendi: " Mamma, e se perdo la chiave?". Non faccio in tempo a risponderti e gia' trovi la tua risposta. " Mamma, anche se perdo la chiave non e' una tragedia. Gesu' sa tutto e tu anche".

"E cosa sa Gesu'?" ti chiedo a sotto voce mentre riponi con ordine i tuoi vestiti sulla sedia. "Gesu' sa quello che mi piace e i nomi delle mie amichette."

Infanzia spirituale. Naturalezza e semplicita'.

venerdì 25 marzo 2011

Gabriele (numero 4).

Gabriele. Prima di te due fratellini e una sorellina. Il tuo travaglio e un piccolo fatto: mentre tu venivi al mondo - fuori - (perche' tu c'eri gia', dentro) io e papa' cercavamo di ricordare il numero di telefono della tata per ricordarle di portare il permesso per prendere Edoardo e Benedetta al campo estivo. Mentre le contrazioni aumentavano, la nostra tata stava andando anche a prendere Carlo, due anni, all'asilo via tuk tuk.
Sei nato con grande gioia e lacrime di rigraziamento alla Vita. E con un solo giorno di vita in questo mondo, mentre dormivi beato nella culla dell'ospedale...tre piccoli fratellini ti toccavano, baciavano, stringevano, sorridevano...pronti a portarti a casa!

Ma la vita, una grande avventura, non ci lascia mai senza stupore! La casa era presa d'assalto da 6 uomini thailandesi che in 4 giorni hanno fatto pacchi e scatoloni, lasciando solo il necessario per partire due mesi dopo. Ma tu, nonostante questo vuoto materiale, dormivi e mangiavi ignaro di quello che noi, la tua famiglia, stavamo organizzando: un trasloco intercontinentale (Thailandia - Canada) e il tuo Battesimo con partenza per l'Italia il giorno dopo. Tu avevi due mesi!

Ti guardo oggi, a 21 mesi! Sei felice, nonostante le gelosie, la pazienza dei turni, i pasti che dai 9 mesi hai per necessita' cominciato a mangiare da solo, le nanne interrotte dal gioco dei fratellini/sorellina, i sonnellini a meta' perche' ti addormentavi in macchina e dopo 10 minuti eravamo a scuola e dovevi svegliarti... I tuoi primi 20 mesi non sono stati da manuale perfetto...ma dettati dall'amore che non sbaglia mai. E tu questo amore, imperfetto ma forte, lo respiri dal tuo concepimento (anche prima...nel progetto di vita insieme di mamma e papa') ed e' la fonte sicura della tua felicita' di bambino.

martedì 8 marzo 2011

Scegliere.

Domenica scorsa per diversi motivi ci siamo divisi per andare a Messa. Mi stavo preparando e ho chiesto a Edoardo di prepararsi per venire con me. La sua risposta: "Non ho voglia di andare a Messa. A Messa non posso giocare." La serena tranquillita' della domenica mattina mi stava facendo comprendere il suo stato d'animo e concordare con la sua risposta. Ma poi mi sono ri-svegliata e gli ho chiesto: "Tu vuoi bene a Gesu'?". "Si mamma.", mi ha risposto Edoardo. "Se un tuo amico ti invita, tu non vai a trovarlo?" ho replicato. "Si vado. Da chi vado a giocare?" hai chiesto. "Tu vuoi bene a Gesu'. Gesu' e' tuo amico. E gli amici si vanno a trovare e magari ci fanno delle sorprese." Ho risposto io. "Mamma, che sorpresa mi manda Gesu???!!!". "Andiamo e vediamo".

Quando la famiglia e' numerosa, non e' sempre facile passare del tempo a tu per tu con un solo figlio. La Messa e' stata una di queste occasioni. Il tragitto in macchina e' stato silenzioso, perche' Edoardo non voleva venire ed era arrabbiato e sapeva che non ci sarebbe stata nessuna sorpresa, almeno non di quelle che desidera un bambino di 6 anni. Ma durante la Messa mi ha fatto domande, ho cercato di incuriosirlo raccontandogli quello che succede, e' stato orgoglioso di leggere i numeri dei canti e le parole delle letture. E, per sua grande gioia, c'era il suo amico L.
Il tragitto in macchina per tornare a casa e' stato piacevole.

Avere voglia e' una ragione sufficiente per fare o non fare una cosa? Cosa voglio insegnare a mio figlio? Che volere bene e' un sentimento o piuttosto un atto della volonta'?

venerdì 25 febbraio 2011

The dark and the bright sight of life.

L'ho ascoltato da una cara persona che mi raccontava...

"Ci sono due sorelle (e' un esempio) che escono a fare una passeggiata. Tornano a casa e il padre le accoglie chiedendo loro come e' andata, cosa hanno visto, di cosa hanno parlato, come era il tempo, se hanno incontrato qualcuno...
La prima risponde: "Papa', ma che domande fai...una passeggiata e' una passeggiata, non e' niente di speciale, abbiamo fatto due chiacchiere, non so se c'era qualcuno accanto a noi, non credo di avere visto nessuno per strada, non ricordo di cosa abbiamo parlato...insomma niente di particolare..solo tanta fatica per tornare indietro in salita...".
La seconda risponde: "Papa', e' stata una bellissima passeggiata...si vedevano le montagne, il sole c'era e non c'era ma i colori erano bellissimi...abbiamo chiacchierato molto, abbiamo riso tanto insieme, abbiamo incontrato altre persone, due ti salutano...ho intravisto anche un tuo amico, il mal di testa nel frattempo e' andato via, si vede che sta arrivando la primavera...ci sono nuovi profumi...la prossima volta verrai anche tu e noi ti aiuteremo quando ci sara' la salita...".

La stessa passeggiata, lo stesso percorso, lo stesso scenario, le stesse persone accanto, la stessa fatica, la stessa vita. Ma la prospettiva e' molto diversa. E riempie il cuore di gioioso ottimismo che contagia.

mercoledì 8 dicembre 2010

Presepe e albero di Natale.

Che gioia faticosa decorare con voi! L'albero e' pieno di luci e di palline rosse e oro. A papa' piace molto. Il presepe e' quello che ci e' stato regalato per il nostro matrimonio. Con i bambini abbiamo raccolto piccoli sassi con cui abbiamo fatto una stradina e qualche rametto di pino tagliato dal giardino. Mentre la cena e' nel forno e papa' si riposa due secondi, io e voi siamo seduti davanti al Presepe e leggiamo insieme la storia di Natale. Intendo la vera storia di Natale e non tutte le storie che sto trovando nei negozi in questi giorni...simpatiche ma non trasmettono la verita' del Natale.
Le pagine di questo libro che stiamo leggendo fanno parte del vangelo dei bambini che i miei genitori mi regalarono quando ero piccola e che adesso posso leggere con voi. "Mamma, guarda queste pecorelle si abbracciano!", "Mamma, anche io sono san Giuseppe? io mi chiamo Carlo Giuseppe!", "Mamma, perche' Erode e' cattivo?", "Mamma, l'angelo si chiama Gabriele come il nostro Gabriele!", "Mamma, perche' Gesu' nasce povero?...".




martedì 23 novembre 2010

Interior design del cuore

Le case sono gia' addobbate con luci, Christmas trees e colori. Nei shopping malls tutti salutano con un grande sorriso, "Merry Christmas!", canzoni di Natale che riempiono le orecchie, gente con grandi pacchi, feste di Natale, Santa Claus a ogni angolo delle strade, nelle scuole, nei negozi..."Mamma, perche' noi abbiamo ancora fuori le zucche??!!". E' vero, siamo un po' in ritardo...ma poi penso: "Non sono in ritardo. Ritardo per cosa? Chi e' il festeggiato? Ho ancora tempo per prepararmi a questa festa?". Ancora penso mentre rispondo a mio figlio. "Non siamo in ritardo...L'avvento comincia la prossima domenica. E da li' comincia la nostra attesa...".
Le riviste riportano idee per cucinare il pranzo natalizio, consigli utili per sopravvivere ai figli in vacanza da scuola, gadgets da regalare, nuove idee per rivestire la casa di "holiday season", colori natalizi da coordinare dentro e fuori la casa...
Ma, mi chiedo, a che punto e' l'interior design del mio cuore? Ci sono pezzi unici? O solo pezzi in serie? C'e' unicita' o solo conformita'? C'e' spazio per celebrare Qualcuno che non sia io? C'e' armonia, good matching dei colori? C'e' luce piena nel mio cuore? Ci sono cards di ringraziamento? C'e' semplicita' nelle linee d'arredamento della mia interiorita'? C'e' minimalismo di affetti o generosita' del cuore? C'e' perfezione di ogni elemento o rispetto per la creativita' di ognuno? C'e' pace o tensione dentro di me? C'e' ancora lo stupore dell'attesa di Qualcuno che nasce senza niente ma con tutto o c'e' solo la disillusione di chi vive senza speranza?...
Mentre preparo la cena, Edoardo arriva con un foglio della scuola. "Mamma, devo scegliere un'immagine di Natale tra queste elencate per fare la mia Christmas card. Ma non c'e' il presepe. Perche'? La maestra l'ha dimenticato?". "La maestra non l'ha dimenticato. Queste sono le immagini che ci avvertono che il Natale e' vicino. E' l'atmosfera che c'e' a Natale. E' quello che fa da contorno. Il Natale e' la nascita di Gesu'. E l'importante e' che tu lo sai".

lunedì 15 novembre 2010

Felice stanchezza!

Oggi la scuola era chiusa e con tutti i bambini a casa e' stata una giornata lunghissima...al mattino abbiamo avuto due amichetti. Il pranzo e' stato veloce e indolore. Sonnellino di Gabriele, puzzles, libri, gioco della fattoria, "facciamo finta che...", lego, disegni, incarichi insieme...alle 3.30 le mie energie erano finite e anche quelle di riserva. Il pomeriggio e la sera erano ancora lunghi, cosi ho pensato di portarvi al parco. Tutti in macchina, vestiti per il freddo e via...Al parco, a turno (perche' tutti nello stesso momento sarebbe troppo bello!!!), avete bisogno del bagno...quindi, a turno, andiamo (per fortuna che i parchi qui sono dotati di toilettes)...Carlo cade 1,2,3,4,5...volte con il monopattino ma non piange, felice di quanto va forte...Edoardo vuole andare da solo allo skatepark di fronte al parco con i roller blades, Benedetta corre lontano per andare incontro alle anatre del lago e rincorrerle e Gabriele e' incollato allo scivolo che non si stacca e si diverte...Io? Credevo di essere Elastic Girl con mani e gambe che raggiungevano ogni figlio, pregando i vostri angeli custodi che non vi succedesse niente!

Appena rientrati in casa, l'allarme e' scattato...tutti in coro..."Mamma...la merenda!!!". E poi...compiti da finire, litigi, canzoncine, lego, pannolino da cambiare, cena da preparare...Tu rientri a casa e il tuo sorriso sulla porta mi da speranza...tanta! Dopo averti raccontato la nostra giornata, ci prepariamo per la cena e a tavola esclami: "Qual'e' il gioco che vi piace tanto?" e tutti in coro..."Indovina gli animali!!!".  Uno di noi immagina un animale e, a turno, ognuno fa domande che aiutano a capire che animale e'. Io partecipo al gioco guardandovi e riposandomi nelle vostre risate. E rido di gioia. E voi piu' di me perche' questo e' il vostro gioco preferito. E' trascorsa la cena.

Mentre saluto Edoardo per la buonanotte, mi chiede di leggere due pagine della Bibbia per bambini. Leggo la storia dell'arca di Noe'...e comincia un fiume di domande alle quali cerco di dare risposte. "Mamma, perche' se Dio ha creato tutte le persone buone, tante persone sono cattive? perche' Dio non cambia queste persone?". Cerco di rispondergli con esempi e parole adatti alla sua eta'..ma lui continua: "Mamma, perche' io voglio fare il bravo ma poi certe volte non riesco? Io chiedo scusa e perdono ma poi lo faccio ancora...pero' ti ricordi che questa mattina ho fatto il mio letto, e' vero poi ho anche mandato via Gabriele...lui rompe tutto quello che io costruisco...ect"...continuo a rispondere alle sue domande, mentre sogno il letto...Poi finalmente anche lui e' stanco...preghiere della sera, baci della buonanotte e mentre sto per uscire dalla camera mi chiede: " Mamma, quando mi fai imparare le preghiere in inglese e in francese?"...Buonanotte Edoardo!

Post-it

Venerdi' scorso io e papa' siamo stati a scuola per i colloqui con le insegnanti. Nella classe di Edoardo, prima elementare, ogni studente ha un diario in cui, una volta a settimana, puo' fare un disegno e scrivere una frase a piacere. Stavo sfogliando il tuo diario e l'ultimo disegno fatto rappresentava l'albero di Natale con tanti colori. Sotto hai scritto: "I love Christmas because we thank Jesus. Jesus is my present". Mi hai fatto sorridere e commuovere. Tu non eri li' ma ho immaginato, guardando i tratti incerti della tua scrittura, la fatica e lo sforzo che ti e' costato scrivere quella frase...l'ho annotata nella mia agenda e sara' la mia preparazione durante l'Avvento...

lunedì 1 novembre 2010

Fede bambina

Ieri siamo andati a Messa, come ogni domenica tutti insieme. Mentre ci prepariamo, talvolta siamo gia' stanchi all'idea che sara' una lotta per tenervi tranquilli, in silenzio, senza disturbare...ma ieri e' stato diverso. Benedetta e' stata tranquilla e composta tutto il tempo, solo continuava a cantare (adora cantare)...le ho chiesto se per favore poteva ascoltare in silenzio la Messa, spiegandole cosa stava facendo il sacerdote ect, ect...lei mi ha guardato con i suoi enormi occhi azzurri e con immensa naturalezza, mi ha detto: "Mamma, io sto cantando a Gesu'...". Non avevo parole per fermare ancora la sua voce...ho solo detto: "Allora canta un pochino piu' a bassa voce, cosi' ogni persona puo' cantare la sua canzone a Gesu'". La mia risposta l'ha convinta. Ha abbassato la voce e ha continuato la sue canzoncine. Poi piu' avanti, e' venuta vicino a me e a papa' e ci ha detto abbracciandoci : "Ho detto grazie a Gesu' perche' tu sei la mia mamma e papa' e' fortissimo e puo' fare tutto!". Stai crescendo e io ringrazio Dio perche' ci sei, come ogni tuo fratellino...prima e dopo.